Portogallo: Università, Praxe e… Harry Potter

Non è raro, passeggiando nei dintorni di una delle tante città universitarie portoghesi, assistere a scene piuttosto singolari, almeno nell’ottica del forestiero. Alcuni studenti, vestiti con abiti neri e lunghi mantelli, in atteggiamento militaresco, sono intenti a dare ordini ad altri studenti, vestiti molto spesso in maniera ridicola e sporchi di fango o altre lordure. Questi ultimi, sono i cosiddetti “caloiros”, le matricole universitarie, che vengono sottoposte a prove fisiche e psicologiche di ogni genere da parte dei “doutores”, gli studenti più anziani. Queste prove sovente risultano essere estenuanti ed umilianti per i novizi: possono durare diverse ore e prolungarsi fino a notte fonda. Niente di tutto questo però è obbligatorio, sono gli studenti stessi a partecipare con piena consapevolezza, grande passione e fervore. Tutto questo infatti, è parte di un vero e proprio rito di iniziazione, la cosiddetta “Praxe” (pr. Prasce). È questo il modo in cui le matricole portoghesi si immergono nell’inesplorato mondo universitario e, simbolicamente, compiono il grande passo verso il loro futuro… Una sorta di goliardia, si potrebbe dire, ma in realtà è molto di più. Si tratta di un vero e proprio impegno, sia in termini di agenda, in quanto gli appuntamenti settimanali con la Praxe sono plurimi e si protraggono per mesi, sia in termini di fede e lealtà nei confronti dei propri colleghi studenti e di grande rispetto nei confronti dell’istituzione universitaria. image2.jpeg

Durante tutto l’anno accademico, non mancano naturalmente feste e celebrazioni per dare il benvenuto alle matricole, dove si esibiscono le “Tunas” universitarie, ossia bande musicali tradizionali ed altri talentuosi artisti dell’università. Le amicizie si fanno molto solide all’interno delle classi (spesso più ristrette rispetto all’Italia) e delle varie facoltà. Nasce e si sviluppa un forte senso di appartenenza al gruppo, all’interno del quale sono evidenti la consapevolezza e l’onore/onere di conseguire gli studi superiori, di appartenere quindi ad una “casta” privilegiata. Cosa particolarmente vera in un paese certamente non ricco come il Portogallo (PIL procapite PT: 27,835; IT: 35,708), dove molte famiglie non sono capaci di sostenere lo studio del figlio e dove l’accesso ai corsi universitari è estremamente selettivo. Qui una laurea non è solo un pezzo di carta da incorniciare, può veramente cambiarti la vita.

La tradizione della Praxe ha radici molto antiche e l’università che ne viene considerata madre è Coimbra, situata nel centro del Portogallo. Questa “pratica” non è solo rituale di iniziazione, comprende infatti un codice di condotta universitario strettamente seguito dagli aderenti ed una gerarchia delle cariche, ricoperte dagli studenti, che permette tra l’altro, il controllo sul corretto svolgimento delle Praxes, evitando così che si superi il limite della ragione.
 Il vestito nero di cui si parlava all’inizio è il cosiddetto “traje” e può variare, seppur minimamente, tra le varie università. Curiosamente, questo completo scuro ed in particolare il suo mantello, ispirarono J.K. Rowlings durante la sua permanenza nella magnifica Porto. Vennero ripresi infatti nel suo Harry Potter per essere indossati dai famosissimi maghi di Hogwarts! Gli studenti portoghesi ne sono ovviamente assai orgogliosi.
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Il mondo delle Praxe è ovviamente una realtà distaccata dall’organizzazione universitaria, che sia essa pubblica o privata, è perciò un fenomeno difficilmente controllabile dalle autorità e dalle istituzioni. Anche per questo è stata spesse volte osteggiata dai “piani alti” e, recentemente, il Ministro dell’Istruzione superiore portoghese ha affermato: “La Praxe dovrebbe essere considerata un crimine” e che: “è una delle più grandi piaghe da affrontare”.
 Le discussioni in merito sono molto accese, molto interessante però è scoprire che la ripresa di vigore del fenomeno avvenne dopo la caduta del regime fascista dell’Estado Novo di António Salazar. L’apporto degli studenti universitari fu molto significativo durante le ribellioni che portarono alla rivoluzione dei garofani nel 1974, ed particolare quelli di Coimbra, patria della Praxe. Infatti nel 1969, in quell’università, uno studente, futuro Ministro della Giustizia, si alzò in piedi con il suo abito nero ed il suo mantello e intonò un aspra critica al governo e al regime, dando inizio ad un grande movimento di protesta contro la dittatura ed i suoi soprusi.
È assai complicato dare un giudizio esterno, preferisco rimanere osservatore curioso ed affascinato di una realtà totalmente diversa dalla nostra. È ormai chiaro tuttavia, che per i portoghesi questa Praxe non è solamente un gioco o una goliardia, è veramente una cosa seria.
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Link approfondimento in inglese: https://youtu.be/oFF0nTzxfzA

Riccardo Pulitelli 

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